• Chirurgia della Mano

    INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE

     

    Cos’è la Chirurgia della Mano?

    La chirurgia della Mano è una branca specialistica che si occupa delle problematiche di mano, pol-so e braccio. Prevede pertanto il trattamento di patologie di ossa, articolazioni, legamenti, tendini, vasi sanguigni e nervi periferici di questo complesso distretto corporeo.
    Tale trattamento può essere chirurgico o non-chirurgico a seconda dei quadri; può inoltre necessi-tare l’ausilio della fisioterapia o di tutori e splints dedicati.
    Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, ci si può avvalere dell’uso dell’endoscopia e dell’artroscopia (tecniche mini-invasive); alcuni interventi, come per esempio in caso di trauma, malformazioni congenita o patologia neoplastica, necessitano di invece tecniche microchirurgiche per la ricostruzione.
    B.Patologie più comuni

    1.Patologie infiammatorie o degenerative

    -1.1 Tendiniti:

     

    mano1Cosa sono?

    -Dito a scatto (tenosinovite stenosante)
    E’ un’infiammazione che coinvolge i tendini e le pulegge che nella mano consentono alle dita di flettersi (tendini flessori).
    I tendini agiscono come lunghe corde che connettono i muscoli dell’avambraccio con le ossa mentre le pulegge sono una serie di anelli posti lungo il canale digitale all’interno dei quali devono scorrere i tendini per evitare si discostino dal piano scheletrico come una corda d’arco.
    Il quadro infiammatorio causa ispessimento delle pulegge e aumento delle dimensioni dei tendini  e si manifesta con difficoltà di scorrimento, dolore, gonfiore e talvolta con la forma-zione di un nodulo doloroso alla base del dito interessato. Questo ne causa il caratteristico scatto al movimento, dovuto alla difficoltà meccanica incontrata dal tendine. Le cause non sono sempre chiare; spesso ne è responsabile un eccessivo stress tendineo.

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    – Morbo di De Quervain

    E’ un’infiammazione dei tendini del pollice che scorrono a lato del polso. In questa condizione, il canale (detto appunto canale di De Quervain) ispessito è il primo comparto dorsale dei tendini estensori. Il movimento del pollice e del polso causa intenso dolore al paziente, in particolar modo qualora si afferrino oggetti pesanti o si ruoti il polso. E’ una infiammazione relativamente comune nelle neo-mamme proprio per il particolare stress tendineo nel solle-vare e mantenere il neonato in braccio. Spesso le reali causi non sono chiare.
    Come si curano?

    Il trattamento conservativo (tutore) è efficace nella riduzione dei sintomi, ma non è sempre riso-lutivo per eliminare lo scatto. In caso di persistenza o ricomparsa dei sintomi è indicato l’intervento chirurgico, che libera il tendine attraverso la sezione della puleggia o del canale di De Quervain, con una piccola incisione. L’intervento dura circa 5 minuti e viene eseguito in anestesia locale e Day Hospital; la mano potrà essere utilizzata per le attività quotidiane molto precocemente. Dopo l’operazione è utile eseguire alcuni semplici esercizi di fisioterapia per mi-gliorare il recupero e renderlo più rapido.

    -1.2 Cisti:

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    Cosa sono?

    -Cisti articolare
    Chiamata anche ganglio artrogeno o igroma, la cisti articolare è una neoformazionie total-mente benigna e molto comune della mano e del polso; essa si forma in corrispondenza delle articolazioni. La localizzazione più diffusa è il dorso del polso, il lato interno del polso o le articolazioni terminali delle dita. Tali cisti posso essere immaginate come palloncini ripieni di liquido chiaro e di consistenza fluida e corrispondono a raccolte di gel proveniente dall’articolazione.
    Possono essere dolorose, fastidiose o totalmente indolori. In alcuni casi possono creare uno stato infiammatorio dei tendini adiacenti. Può variare nelle dimensioni con il tempo o talvolta scomparire completamente.
    Le cause sono spesso sconosciute e solo talvolta correlate a traumi distorsivi delle articola-zioni.

    -Tumore a cellule giganti

    E’ la seconda più comune neoformazione di questo distretto anatomico e, nonostante il nome, è una massa benigna, a lenta crescita che non da metastasi a distanza.
    A differenza delle cisti articolari, sono di consistenza solida e si formano con partenza dalla guaina che riveste i tendini. Sono più comuni a livello delle dita e possono palparsi sottocute come masse dure e poco mobili. Spesso sono totalmente indolori.
    Non vi è una sicura causa identificata ma alcuni casi si ritiene che un trauma possa agire da stimolo per l’inizio della proliferazione scorretta di queste cellule.

    -Cisti della puleggia dei tendini flessori
    E’ costituita da una neoformazione di minime dimensioni (meno di mezzo centimetro) che compare solitamente alla base di un dito, al passaggio con il palmo della mano. Può appare più o meno mobile sotto la pelle. La presenza della cisti può evidenziarsi come unico sintomo con un dolore durante la presa degli oggetti.

    Come si curano?

    Per prima cosa deve essere effettuata una diagnosi: talvolta l’osservazione può essere suffi-ciente, talvolta può essere richiesto un esame strumentale come Rx o ecografia. I tumori maligni sono per fortuna estremamente rari in questo distretto.
    A seconda della diagnosi, il Paziente potrà essere indirizzato verso una scelta trattamento, chi-rurgico o non chirurgico. La decisione potrà inoltre essere influenzata dal quadro di dolore o in-fiammazione eventualmente presente, dal deficit di movimento, dalle dimensioni della neofor-mazione o dalla necessità di eseguire ulteriori indagini istologiche sui tessuti per una diagnosi di certezza.
    L’asportazione delle cisti articolari e dei tumori a cellule giganti viene normalmente eseguito in anestesia locale o loco-regionale ed in Day Hospital. La mano potrà essere utilizzata per le atti-vità quotidiane molto precocemente. Dopo l’operazione è utile eseguire alcuni semplici esercizi di fisioterapia per migliorare il recupero e renderlo più rapido.

    -1.3 Artrosi

    Cos’è?

    Ogni situazione in cui un’articolazione è danneggiata o distrutta si chiama artrosi. In un’articolazione normale, i capi delle due ossa che entrano in contatto sono ricoperti di cartila-gine, grazie alla quale si possono muovere l’uno contro l’altro senza attriti  e senza dolore.
    Nell’osteoartrosi lo strato cartilagineo lascia scoperta parte delle ossa, che in questo modo si ur-tano e si sfregano. Man mano che lo strato cartilagineo si riduce, i sintomi dell’artrosi progredi-scono fino alla distruzione della superficie articolare.

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    -Rizoartrosi

    Nella mano, la più comune sede di artrosi è l’articolazione alla base del pollice, chiamata ar-ticolazione trapezio-metacarpica . Essa è formata da un piccolo osso del polso (il trapezio) e dal primo osso delle tre che compongono il pollice (primo metacarpo). La forma di queste ossa conferisce al pollice ampie possibilità di movimento. La rizoartrosi è più comune nelle donne e di solito inizia a partire dai 40 anni. Vecchi traumi all’articolazione – fratture, distorsioni – possono  aumentare la probabilità che si sviluppi questo tipo di artrosi.
    Il primo sintomo è il dolore all’esecuzione di movimenti per afferrare gli oggetti tra il pollice e le altre dita. Con il peggiorare della situazione articolare, il  dolore è provocato da un utilizzo sempre più lieve, fin quando l’articolazione si presenta ingrandita e tumefatta: a questo punto il movimento del pollice risulta limitato. L’osservazione e l’esame del quadro clinico, con ausi-lio di  una RX consentono di effettuare la diagnosi.

    -Artrosi delle dita

    Può manifestarsi a livello dell’articolazione più vicina al polpastrello (articolazione interfalan-gea distale) o all’articolazione intermedia (articolazione interfalagea prossimale) con sintomi come il gonfiore, la rigidità mattutina ed il dolore. Nei casi più avanzati si evidenzia la forma-zione di noduli alle nocche, talvolta dolenti, progressiva deformità e perdita di funzione.
    L’evoluzione spesso alterna periodi di peggioramento acuto con altri di miglioramento spon-taneo.
    Come si cura?

    Non esiste una vera e propria cura per l’artrosi. E’ però possibile attenuare i sintomi ed il dolore e migliorare la funzione. Imparare i gesti che permettono di risparmiare l’articolazione (terapia occupazionale) usare un tutore di riposo notturno può alleviare i disturbi. Se il dolore diventa in-sopportabile possono essere indicati alcuni interventi chirurgici (artroplastica con ausilio o senza ausilio di spaziatori articolari per la rizoartrosi, artrodesi o impianto di  protesi articolare per l’artrosi interfalangea), eseguibili normalmente in regime di Day Hospital ed anestesia loco-regionale.
    In merito all’artroplastica in sospensione, l’intervento più diffuso per la rizoartrosi, il pollice rimane immobilizzato per circa due settimane ed in seguito viene impostato un programma di fisiote-rapia attraverso esercizi da eseguire con assistenza e da soli, più volte durante la giornata. Le normali attività quotidiane vengono riprese molto precocemente mentre l’attività lavorativa in poche settimane.

    -1.4 Morbo di Dupuytren

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    Che cos’è?

    Il morbo di Dupuytren è un ispessimento anomalo del palmo della mano che può causare una limitazione al movimento delle dita. Nei casi più avanzati si nota la presenza di un cordone sotto la pelle che rende sempre più difficoltosa la completa estensione delle dita, fino ad arrivare ad una situazione di chiusura delle dita verso il palmo. La causa è sconosciuta, seppur si ritrovi una predisposizione genetica e familiare, e non c’è cura permanente; la malattia è tuttavia innocua e indolore. Spesso viene trascurata sino ai suoi stadi più avanzati.

    Come si cura?

    E’ importante sapere che la presenza di un nodulo al palmo non indica che è necessario l’intervento.
    Il trattamento chirurgico, che prevede l’asportazione del tessuto patologico con conseguente di-stensione delle dita è indicato qualora la funzione della mano sia compromessa (non sia possibile l’estensione completa del dito interessato). Inoltre è possibile che, dopo l’intervento, in un periodo che può variare da alcuni mesi a molti anni, la malattia ricompaia. La cura non è pertanto permanente.
    L’intervento viene generalmente eseguito in Day Hospital con anestesia del solo arto superiore.
    Il post-operatorio varia in funzione dello stadio di gravità e nei casi più avanzati può durare anche diverse settimane. A seconda della tecnica impiegata prevede diverse medicazioni e cicli di fisioterapia coadiuvata da tutori, necessari a garantire l’efficacia del trattamento.
    Quali novità per il morbo di Dupuytren?

    Sino ad alcuni anni fa il trattamento della patologia prevedeva esclusivamente l’intervento chi-rurgico. La ricerca ha portato alla disponibilità di un nuovo trattamento per la patologia che pre-vede l’utilizzo delle collagenasi. Si tratta di un farmaco (Collagenasi di clostridium histolycum, Xiapex ®) che iniettato con le corrette dosi e modalità nel cordone, consente di lisarlo, cioè scioglierlo senza necessità di gesti chirurgici. Il trattamento ha un post-operatorio molto limitato e quindi la ripresa è rapida ed indolore.
    Viene eseguito in 2 momenti distinti: l’infiltrazione ambulatoriale del farmaco e 24 ore dopo la trazione e rottura del cordone in anestesia locale e sedazione.
    I risultati mostrano una sovrapponibilità di efficacia rispetto all’intervento chirurgico a fronte di un recupero molto più rapido.

    -1.5 Compressioni dei nervi

    – Sindrome del tunnel carpale

    Che cos’è?

    E’ una condizione clinica causata dalla compressione del nervo mediano all’interno di un pic-colo canale in cui passa a livello del polso. Questo canale contiene i tendini che fanno flettere le dita ed, appunto, il nervo mediano.
    La sindrome del canale carpale colpisce comunemente le donne in periodo peri-menopausale, ma può essere riscontrata in ogni paziente ed in ogni fascia di età.
    Può talvolta presentarsi associata a diabete, gravidanza, patologie reumatologiche o tiroidee; è comune in seguito a frattura di polso.
    I sintomi, spesso inequivocabili, possono essere: formicolii e dolore crampiforme dalla mano fino all’avambraccio, prevalentemente durante la notte, diminuzione della forza e della sensi-bilità.
    Per diagnosticare la sindrome del canale carpale è utile eseguire l’esame elettromiografico (EMG/ENG), che costituisce l’unica indagine strumentale attendibile.

    Come si cura?

    La terapia conservativa (tutore, terapie fisiche, terapie farmacologiche, integratori) è rara-mente efficace. Risolutivo è l’intervento chirurgico di decompressione del nervo, che gene-ralmente viene eseguito con tecnica endoscopica in anestesia locale e in Day Hospital. L’intervento, che dura circa 5 minuti, comporta una piccola incisione cutanea al polso e ri-chiede una piccola medicazione da mantenere per circa 10 giorni.
    La fisioterapia, attraverso semplici esercizi da eseguire da soli durante la giornata, rappre-senta parte integrante del trattamento e consente di utilizzare da subito la mano per le normali attività quotidiane e di riprendere l’attività lavorativa in poche settimane.

    -Sindrome del canale cubitale (compressione del nervo ulnare al gomito)

    Che cos’è?

    Si tratta della compressione o irritazione del nervo ulnare a livello di un tunnel posto sul lato interno del gomito. Il nervo ulnare fornisce la sensibilità di anulare e mignolo e la forza di pic-coli muscoli dell mano. I sintomi sono pertanto costituiti da formicolio o insensibilità di queste ultime due dita, con modalità intermittente o costante.
    Spesso i sintomi possono essere evocati qualora il paziente tenga il gomito flesso a lungo o appoggiato (per esempio al telefono, alla scrivania o durante il sonno). Nelle fasi avanzate può essere visibile una perdita del tono muscolare dei muscoli della mano comandati dal nervo ulnare ed una generale perdita di forza.
    Per diagnosticare la compressione del nervo ulnare è utile eseguire l’esame elettromiografico.
    Come si cura?
    Evitare o modificare l’attività o la postura che peggiora la compressione è spesso una strate-gia efficace nei casi iniziali. Il confezionamento di tutori dedicati, da utilizzare specialmente di notte, può aiutare il paziente a tale scopo.
    Negli stadi più avanzati o refrattari al trattamento non chirurgico può invece essere indicato l’intervento chirurgico di decompressione del nervo ulnare. L’intervento, che dura circa 20 minuti, comporta una incisione cutanea al lato interno del gomito in anestesia loco-regionale.
    La fisioterapia, attraverso semplici esercizi da eseguire da soli durante la giornata, rappre-senta parte integrante del trattamento e consente di utilizzare da subito la mano per le normali attività quotidiane e di riprendere l’attività lavorativa in poche settimane.

    2.Patologia traumatica (ferite, lesioni, fratture)

    -2.1 Lesioni dei tendini
    -2.2 Fratture della mano e del polso
    -2.3 Lesioni dei legamenti
    -2.4 Lesioni dei nervi

Modalità di prenotazione

La prenotazione di tutte le prestazioni può essere effettuata sia di persona negli orari di apertura, sia telefonicamente (fuori dagli orari di apertura lasciando un messaggio in segreteria per poi essere richiamati),  sia tramite mail o sito web.

Non è necessaria alcuna richiesta medica essendo in regime di libera professione, solo nel caso di esami strumentali quali ECG, holter, ecografie, test rapidi eventualmente potrebbe essere necessaria documentazione medica per avere il maggior numero di informazioni possibili.

I referti vengono consegnati direttamente dal medico al paziente.

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